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sabato 1 dicembre 2012

Società, potere...creatività

In questo dibattito del 1971 Noam Chomsky e Michel Foucault discutono di società e potere. Cosa c'entrano creatività e psichiatria? Lo spiegano loro...

 

venerdì 16 novembre 2012

L'editore creativo diventa pazzo...

Yeeeah. Recentemente il Journal of Psychiatric Research ha pubblicato una ricerca (ripresa dal sito italiano Educare.it) in cui un' equipe di studiosi conclude che le malattie mentali colpiscono soprattutto le persone creative. In particolare, dopo le analisi su un vasto campione (oltre un milione di persone!)  di cittadini svedesi  impegnati in professioni artistiche o scientifiche, si è concluso che, tra questi, è significativamente maggiore la possibilità di sviluppare patologie psichiatriche, in particolare il disturbo bipolare (quel disturbo affettivo in cui si alternano stati di umore alterati, dalla mania alla depressione) (Ecco lo Psico(patico)-editore!).
Quale sia la natura di questa correlazione non si sa, cioè non c'è risposta alla domanda: "Ma uno fa il creativo perchè è predisposto al disturbo bipolare o gli viene il disturbo bipolare perchè fa il creativo?". Dato che ormai buona parte della psicologia concorda nell'affermare che la creatività sia una delle facoltà umane il cui sviluppo aumenta le potenzialità dell'individuo e crea benessere, sarebbe un peccato constatare che la "pazzia" sia la sua controindicazione. Del resto, qui nella libera accademia scientifica di Lieve Malore, mi viene da concludere che se è vero che il creativo diventa pazzo, forse a causa del suo "elastico" collegamento con la realtà, il non creativo diventa deficiente a causa di una suo passivo appiattimento sulla realtà.(o si appiattisce perchè è già deficiente?). E la realtà è come minimo da Lieve Malore... Spero di non aver offeso nessuno...

lunedì 10 settembre 2012

Creatività e Lavoro

1989, Vetrerie Zignago. Al centro Giosuè Siviero.

Nel rapporto tra lavoro e creatività la testimonianza proposta oggi è uno scritto di  Giosuè Siviero, individuo sensibile, con la quinta elementare ( forse proprio grazie alla sua bassa scolarità ha potuto e saputo coltivare la sua sensibilità, il suo pensiero libero, in grado di "divergere" come dicono gli studiosi). Classe 1932, nato a Lugugnana di Portogruaro. Figlio di un mugnaio ma una vita da lavoratore in fabbrica. Ora al suo paese è "scrittore e poeta"... ecco un suo brano di quando lavorava alle vetrerie Zignago di Villanova di Fossalta di Portogruaro, un lavoratore che "appendeva l'anima al portone"...

 "Saliva il mio sguardo distratto quando le passavo accanto, ma lei tesseva con filo di vetro sugli anni giovanili il mio futuro di uomo, in fabbrica no, non condividevo il sogno di tanti entrare da Marzotto, invece lasciandomi dietro il mondo di un mulino di paese divenni turnista in vetreria. Capii subito come sarebbe stato, appendere ogni volta l'anima al portone, servivano solo le mie braccia per fare pacchi, pacchi, pacchi... (...) Così per dieci anni, e poi altri ancora a fissare orli trasparenti in movimento, sulle macchine. (...) Arriverò a dirti addio vetreria! Ma ogni pezzo di vetro rifletterà la mia nostalgia di un tempo già vissuto, mi terrò stretto nel pugno la speranza di un tempo diverso, tutto da vivere." (Giosuè Siviero. Ricordi di Seta. Edizioni La Bassa, 2009). Diventerà poeta...

P.S.
Troglodita Tribe S.p.A.f. ha scritto al blog. Ecco il loro messaggio.

Lavorare stanca la fantasia, fiacca il guizzo poetico della rivoluzione creativa.
Smettiamola di lavorare dunque!
Facciamo autoproduzioni!
Giochiamo la nostra vita!
Riprendiamoci il nostro tempo!
Ma non solo in teoria.

La teoria è un lavoro come tutti gli altri.

Troglodita Tribe S.p.A.f. (Società per Azioni Felici)
Grazie Società per Azioni Felici!
M:P

Continua...


sabato 30 giugno 2012

Maturità, creatività, man on the river...

Man on the River in viaggio sul Danubio
Recentemente i nostri studenti maturandi si sono imbattuti in un testo di Eugenio Montale, un ragioniere, un autodidatta che ha vinto il premio Nobel (e non in ragioneria). Nel brano "Ammazzare il tempo" lo scrittore immagina una società in parte liberata dall'assillo del lavoro in cui il tempo si presenta come un fantasma, un abisso spaventoso..."Perchè si lavora? - scrive "Eugenio da Genova" - Certo per produrre cose e servizi utili alla società umana, ma anche, e soprattutto, per accrescere  i bisogni dell'uomo, cioè per ridurre al minimo le ore  in cui è più facile che si presenti a noi questo odiato fantasma del tempo". Dalle colonne del Corriere della Sera lo scrittore Maurizio Maggiani ha reagito dicendo che questa traccia è "una stronzata", perchè "in questo periodo il tempo del non lavoro spesso non è legato alla CREATIVITA' ma è un tempo di depressione e sconfitta". Ora a questi studenti maturati il Sistema Produttivo offrirà i suoi frutti, precariato, disoccupazione, sottoinquadramento, tasse esorbitanti nella speranza di domare un debito fatto da altri, nessuna prospettiva pensionistica, mutui, debiti e il coccodrillo del mercato, pronto a divorarli e poi a farci un pianto. Poi la morale...quando i più deboli cadranno, sbaglieranno, si arrabbieranno, la morale comune sarà lì a dire che sono egocentrici, sbandati, esibizionisti, tristi, senza valori.. Va beh, è un ragionamento semplicistico ma torniamo a noi. La domanda è: " può la CREATIVITA' diventare una abilità umana da applicare al tempo del non lavoro? Nessuno può cambiare le cose disperandosi, inveendo contro i politici, chiacchierando nei bar. La libertà è azione e ogni azione che voglia portare un cambiamento per sè richiede CREATIVITA', perchè la creatività non è solo la masturbazione dell'artista è anche una capacità cognitiva che ha per finalità la produzione del nuovo.

Per Lieve Malore uno degli atti creativi più belli in cui ci si è imbattuti negli ultimi due anni è il viaggio di Man on the River. Quante nuove idee ed esperienze può stimolare questo folle viaggio? Seguitelo su http://www.manontheriver.com/

domenica 27 maggio 2012

ALLE ARMI!

Sviluppare la creatività può essere un atto rivoluzionario. Un gesto liberatorio che si disinteressa dei normali meccanismi di produzione di benessere economico e di status sociale e, invece, insegue i desideri e le fantasie individuali, divenendo un tesoro dal potenziale infinito, capace anche di risolvere una vita, o almeno di migliorarla. L'offerta libera di creatività, la chiamata alle armi, costituite da colla, forbici, carta, penna fatta dall'editoria casalinga, ma anche di altre forme di applicazione della fantasia, sono un invito alla rivolta. Ad uscire da un modo di pensare etnocentrico, campo-dipendente, appiattito su concezioni consumistiche. E' questo uno dei filoni che seguiremo su questo blog. Intanto proponiamo questo video di Tele RivaDolceRiva in cui, Silvano Agosti, creativo poliedrico e teorico dell'individuo come "patrimonio mondiale dell'umanità", propone la sua visione delle vita in cui l'uomo è elevato ad opera d'arte, la creatività e la conoscenza costituiscono la sua realizzazione e il lavoro è relegato ad accessorio...