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martedì 4 dicembre 2012

IL FILM DI MAN ON THE RIVER

Una produzione libera, un film. Un documentario che racconta dell'incredibile viaggio di Giacomo De Stefano (www.manontheriver.com) da Londra ad Istanbul su una piccola barca di legno, spinta solo da remi e vele. Un moto di creatività e immaginazione che diventa realtà e che parla di libertà, sostenibilità, economia a misura d'uomo e dei fiumi, risorsa quasi perduta. Il documentario è stato girato da una troupe priva di sponsor o patrocini e senza il pre-acquisto da parte di emittenti televisive. Ora Paolo Muran e Nicola Pittarello che sono i coautori del film chiedono di sostenere il progetto pre-acquistando il Dvd, che sarà pronto ad ottobre 2013. Per saperne di più è possibile andare al sito http://www.riverwaterdoc.com.


sabato 30 giugno 2012

Maturità, creatività, man on the river...

Man on the River in viaggio sul Danubio
Recentemente i nostri studenti maturandi si sono imbattuti in un testo di Eugenio Montale, un ragioniere, un autodidatta che ha vinto il premio Nobel (e non in ragioneria). Nel brano "Ammazzare il tempo" lo scrittore immagina una società in parte liberata dall'assillo del lavoro in cui il tempo si presenta come un fantasma, un abisso spaventoso..."Perchè si lavora? - scrive "Eugenio da Genova" - Certo per produrre cose e servizi utili alla società umana, ma anche, e soprattutto, per accrescere  i bisogni dell'uomo, cioè per ridurre al minimo le ore  in cui è più facile che si presenti a noi questo odiato fantasma del tempo". Dalle colonne del Corriere della Sera lo scrittore Maurizio Maggiani ha reagito dicendo che questa traccia è "una stronzata", perchè "in questo periodo il tempo del non lavoro spesso non è legato alla CREATIVITA' ma è un tempo di depressione e sconfitta". Ora a questi studenti maturati il Sistema Produttivo offrirà i suoi frutti, precariato, disoccupazione, sottoinquadramento, tasse esorbitanti nella speranza di domare un debito fatto da altri, nessuna prospettiva pensionistica, mutui, debiti e il coccodrillo del mercato, pronto a divorarli e poi a farci un pianto. Poi la morale...quando i più deboli cadranno, sbaglieranno, si arrabbieranno, la morale comune sarà lì a dire che sono egocentrici, sbandati, esibizionisti, tristi, senza valori.. Va beh, è un ragionamento semplicistico ma torniamo a noi. La domanda è: " può la CREATIVITA' diventare una abilità umana da applicare al tempo del non lavoro? Nessuno può cambiare le cose disperandosi, inveendo contro i politici, chiacchierando nei bar. La libertà è azione e ogni azione che voglia portare un cambiamento per sè richiede CREATIVITA', perchè la creatività non è solo la masturbazione dell'artista è anche una capacità cognitiva che ha per finalità la produzione del nuovo.

Per Lieve Malore uno degli atti creativi più belli in cui ci si è imbattuti negli ultimi due anni è il viaggio di Man on the River. Quante nuove idee ed esperienze può stimolare questo folle viaggio? Seguitelo su http://www.manontheriver.com/

giovedì 10 maggio 2012

ALLE ORIGINI...

Prima della carta fu l'acqua. Ebbene si, possiamo dichiarare che Lieve Malore è una casuale evoluzione di un percorso iniziato dall'acqua e, in particolare, dall'amichevole contatto personale con Giacomo De Stefano, alias "man on the river", uno che sta compiendo un viaggio felicemente assurdo e orgogliosamente poetico da Londra a Istanbul, senza motore, senza soldi o quasi...su una piccola barca di legno, attraverso i fiumi d'Europa. Giacomo, da poco è ripartito da Budapest dopo una pausa invernale. Il suo viaggio è infatti iniziato i primi di maggio dell'anno scorso. Oggi ha divulgato questo scritto... Noi lo raccogliamo come un messaggio in una bottiglia e rispondiamo con queste parole: "caro Giacomo, dovrai sopportare l'onta di avere una rubrica su Lieve Malore! Be Water!"

Gentili amici italiani,

buongiorno.
Vi scrivo questa lettera da una barca a remi che va senza inquinare da Londra ad Istanbul. Mi sto impegnando molto per parlare di acqua di fiumi di economie sostenibili.

Dopo 95 giorni di navigazione, molti di più comprese le soste, l'ospedale, i problemi che non mancano mai..e poi 2700 km senza usate altro che la energia delle braccia e del vento, 344 chiuse, 8 tunnel, 18 ponti sospesi, 4 capitali, 7 nazioni e mille incotri straordinari..,sono arrivato, siamo arrivati, poco dopo Budapest, ovvero oltre meta del viaggio che unisce Londra ad Istanbul.

Avrei bisogno di un po' di passione, di energia, di aiuto per divulgare questi temi.
Non c'è, ad esempio, un giornale italiano che ci dedichi una rubrica settimanale.
A voi giudicare se quello che raccontiamo sia degno di nota o no..

Il nostro sito contiene molte informazioni, foto, video e storie che incontro lungo questa " autostrada liquida" che attraversa l' Europa.

È un viaggio molto duro, fatto di sacrifici e perseveranza e ci metto tutto me stesso con i grandi amici che mi aiutano e che incontro.

Mi date una mano?
Vuol dire in semplicità che vi chiedo di divulgare, di scrivere mail, di telefonare. Dedicare in fondo qualche minuto a quello che forse anche voi utilizzate. L'acqua.
Anche solo queste parole

In Italia esiste ancora la passione, la partecipazione? Io credo di si.

Vi ringrazio di cuore

Giacomo De Stefano
www.manontheriver.com