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sabato 31 marzo 2012

ANCORA BANGKOK

Il demone di Bangkok, immagine della copertina "xerorilegata"
"Se le comunità, le strutture di recupero e reinserimento degli ex tossicodipendenti facessero miracoli, sarebbero mezze vuote. Invece gli utenti di queste strutture, gira e rigira, sono quasi sempre gli stessi. Spariscono da una fondazione e riappaiono in un altra..."

"...è come se uno si abituasse a zuccherare una tazzina di caffè con tre bustine di zucchero, se poi beve un caffè zuccherato con una sola bustina gli sembrerà amaro. Così uno che si è abituato a vivere e provare sensazioni ed emozioni amplificate dalla droga, una vita vissuta a mente serena non gli dice più niente e diventa pesante e noiosa da affrontare"

Questi i virgolettati che il Principe ha scelto per la quarta di copertina del suo ultimo libro "Cooperativa Bangkok". Tra sfiducia, senso di realtà e cinismo l'autore racconta le vicende della cooperativa Neve, gruppo che gestisce un appartamento in cui vengono inviate persone che escono da comunità terapeutiche di una grossa fondazione per essere avviate al lavoro. La cooperativa ha anche un capannone per lavori di piccola carpenteria e assemblaggio. Peccato che chi gestisce l' appartamento sia un incauto proteso verso la disonestà e chi gestisce il capannone usi ancora eroina e sottragga beni e denaro alla cooperativa per mantenere il suo vizio...(o la sua malattia).

martedì 27 marzo 2012

Ecco "Cooperativa Bangkok"

La versione con rilegatura della copisteria
Versione con rilegatura casalinga
Ecco Cooperativa Bangkok, l'ultimo scritto del Principe di Micronesia. Cosa accade nelle cooperative che si occupano del reinserimento sociale di persone svantaggiate (in questo caso persone tossicodipendenti e/o disadattamento sociale)? La cooperativa descritta dal Principe è soprannominata "Bangkok" perchè è nota, tra gli aspiranti soci, per essere luogo di malaffare. Accade così che chi cerchi un esile appiglio alla vita normale in questo luogo, si ritrovi invece con mani e piedi immersi nelle dinamiche, frequentate da sempre, della devianza, della prepotenza, della droga. Un beffardo messaggio che, in certi contesti, non c'è speranza di uscirne, anche quando hai già affrontato un lungo percorso terapeutico per provare ad essere "normale". Cooperativa Bangkok è un romanzo, ma è ispirato a fatti realmente accaduti. Nessuno si stupirà se si ripensa ai processi per "sequestro di persona" e "maltrattamenti seguiti da morte" subiti da "guru" come Vincenzo Muccioli o per truffa e molestie sessuali subiti dal "filantropo" don Gelmini. Questo solo per citare solo i casi più eclatanti...
"Cooperativa Bangkok" è uscita in versione "xero-rilegata", cioè rilegata dalla copisteria o con rilegatura casalinga fatta in cartone con stampa adigrafica (con Adigraf) su frammento di foglio illustrativo di psicofarmaco. Per averne una o più o copie è necessario mandare una mail a lievemalore@rocketmail.com.

giovedì 22 marzo 2012

NEWS FROM MICRONESIA...BANGKOK!

News from Micronesia. Chi conosce la breve storia di Lieve Malore (un anno ad agosto), sa che  "Principe di Micronesia" è un nome di fantasia dietro al quale si cela l'identità di un ex internato all'Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Montelupo Fiorentino che ha affidato a questa, felicemente improvvistata, casa editrice casalinga, le sue memorie. Ne è nato così il volume Psicocarcere, ormai ampiamente diffuso nella sua versione autoprodotta ed ora pronto per il lancio, finalmente, anche con rilegatura creativa fatta in casa (aggiornamenti a breve...). Ci sono però ora due importanti novità. La prima è che il Principe è ora fisicamente lontano dal luogo in cui opera Lieve Malore e si fa sentire con lettere e cartoline (foto sopra). E' un uomo libero e persegue un suo progetto di vita. La seconda importante notizia è che è pronto per la presentazione e per la distribuzione un secondo libro del Principe. Un volume di 32 pagine, formato A5 dal titolo "Cooperativa Bangkok". Il volume è stato scritto e dettato al qui scrivente curatore di Lieve Malore nei mesi di gennaio e febbraio. E' un romanzo ispirato a vicende reali, che parla di prepotenze, truffe e altri loschi affari all'interno di una cooperativa per il reinserimento sociale di tossicodipenti. Nei prossimi post verrà meglio presentata questa pubblicazione che testimonia la ricchezza di aneddoti di cui è in possesso il Principe, la sua abilità nel raccontarli e come la scrittura continui ad essere una risorsa nella sua non facile vicenda esistenziale.

sabato 17 dicembre 2011

Intervista al "Principe di Micronesia"

Il Principe con il manoscritto di Psicocarcere
Allora Principe, che effetto le ha fatto vedere questo video sugli OPG? (vedi post precedente). "Vorrei una copia in cd per poterlo rivedere in fututro. Standoci dentro non ti rendi conto di certe cose, del degrado in particolare. Ci si abitua, diventa una cosa normale e non ci fai più caso..." Ho notato che  ha riconosciuto alcuni dei compagni di detenzione... "Si, diversi... Il peruviano venuto in Italia in cerca di fortuna e finito all'Opg. Quello che girava sempre col sacchetto pieno di bambole con le quali parlava... Anche quello che si vede alla fine, che mostra la foto da bambino, ho conosciuto.. Ce ne sono tanti... Uno che si vede all'inizio è stato in cella con me. Era una montagna, mi raccontava sempre di quando da bambino coi punti del supermercato aveva vinto "Ercolino sempre in piedi", un pupazzo basculante che non cadeva mai. Mi diceva che gli dava dei gran pugni e poi scappava pieno di paura quando Ercolino tornava in piedi. Era un goloso e, per quieto vivere, ogni volta che uscivo, gli portavo un chilo di gelato. Se lo mangiava tutto!" Le è mai capitato di assistere ad ispezioni di commissioni politiche nell'Opg? "Si, tre volte, sempre politici... Devo dire che però molti di noi si allontanavano per non essere ripresi. Per pudore o per paura di trovarsi nei guai per aver detto qualcosa di compromettente". Nel libro lei salva qualcosa degli Opg, in questo documentario invece sembra un disastro totale... "La situazione è disastrata, per chi ci capita, l'esperienza dell'Opg rischia di essere la mazzata definitiva all'equilibrio psichico. Io ho sempre sentito dire male soprattutto di Aversa e Barcellona Pozzo di Gotto. Mi hanno raccontato di persone trattate come bestie, vestite di stracci o nude, chiuse da anni in una sezione detta "la steccata" in cui con proroghe di detenzione di sei mesi in sei mesi si rimaneva abbandonati per decenni. Nella mia seconda detenzione a Montelupo mi sono dato da fare e ho trovato molte risorse. Potevo uscire, frequentare laboratori, fare corsi. Lì il sociale è molto presente e per chi ha voglia di fare ci sono possibilità..." E' vero che sta scrivendo ancora? "Si, ho già finito (e consegna un quadernone scritto per intero), qui però non parlo di Opg, ma di storie incredibili in un reinserimento sociale di una comunità terapeutica. Tutte cose vere".
Grazie Principe, appuntamento con la prossima pubblicazione Lieve Malore allora...

domenica 11 dicembre 2011

Ancora Psicocarcere

Recentemente la trasmissione "Mi Manda Rai Tre" ha nuovamente trattato la questione degli Opg, gli ospedali psichiatrici giudiziari, luoghi di cura e detenzione di persone che hanno commesso reati ma sono ritenute non imputabili per vizio totale o parziale di mente. Di questi luoghi parla "Il Principe di Micronesia", autore di Psicocarcere, il primo libro di Lieve Malore. Abbiamo voluto vedere assieme al "Principe" questo video preso da You Tube. Si tratta di un brano della trasmissione "Presa diretta" del 2010. Non bisogna essere poi così matti per finire in uno di questi istituti che, spesso e volentieri, sono dei veri lager moderni. Ce lo spiega in questo servizio Riccardo Iacona. Pubblicheremo qui nel blog, nei prossimi giorni, le impressioni del Principe, ex internato (per oltre due anni) dell'Opg di Montelupo Fiorentino.

domenica 11 settembre 2011

Libri numerati e autografati

Le copie del libro "Psicocarcere" sono numerate e autografate direttamente dal Principe!

Buon "Psicocarcere"!


Il 10 settembre è uscito ufficialmente il libro autoprodotto dalla Lieve Malore "Psicocarcere". Il raro, forse unico, caso di un ex internato in un Ospedale Psichiatrico Giudiziario (Opg, l'ex "Manicomio Criminale") che scrive direttamente e senza filtri il racconto della sua esperienza oltre i confini della follia. Il Principe di Micronesia (questo lo pseudonimo dell'autore) racconta la discesa nel baratro della perdita dell'equilibrio e la reclusione tra i "matti cattivi" (definizione del giornalista Riccardo Gatteschi) tra uomini incoscienti delle loro azioni criminose e persone che in un momento di follia hanno commesso magari un omicidio e vivono l'internamento tra psicofarmaci e sensi di colpa. Il libro è stato scritto di getto su blocchi e fogli e trascritto a computer, il Principe ha arricchito il suo racconto con disegni e piccoli ritagli presi nella sua recente detenzione all'Opg, come ad esempio l'angolo di un vecchio libro della biblioteca (che qui vedete in copertina, sovrapposto all'immagine della villa medicea che ospita l'Opg di Montelupo Fiorentino (Fi)) che riporta ancora la vecchia dicitura "Manicomio Giudiziario".
Il libro è in formato A5, ha 62 pagine ed è rilegato con punto metallico. La presentazione ufficiale è avvenuta ieri a Milano nel corso della manifestazione Liber (http://blog.libero.it/LIBERsalone/). Chiunque fosse interessato a riceverlo o ad avere altre informazioni può scrivere a lievemalore@rocketmail.com.